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🎤Pieraccini:” Il portiere nel calcio è una vocazione…cerco di entrare in sintonia con i miei portieri…soddisfatto del lavoro svolto dai ragazzi”

Siamo in compagnia del Preparatore dei portieri biancorosso, Roberto Pieraccini. Il mister è una persona molto professionale e un vero esempio per i ragazzi che allena. Siamo curiosi di rivolgerle qualche domanda sul ruolo del portiere, sul suo lavoro qui a Settebagni con le categorie dei grandi e perchè no, vorremmo scoprire il suo pensiero da tecnico del settore sulle caratteristiche e gli allenamenti di un estremo difensore.

Addetto Stampa: Il mondo dei portieri é un mondo un po’ a parte, si dice che il portiere sia un mestiere a sé; ma cosa ha di davvero strano il portiere?

Roberto Pieraccini:  Fare il portiere nel calcio è una vocazione che richiede numerosi requisiti, fisici, tattici e psicologici. Il portiere è investito di una serie di funzioni e responsabilità che difficilmente si richiedono a giocatori impegnati in altri ruoli ed ai quali sono affidati altri compiti nella tattica del gioco. Il portiere è più esposto ai rischi che derivano dagli eventi di gioco e anche il più interessato dagli errori commessi dai compagni di squadra. Il Portiere deve trasmettere solidità all’intera squadra, consapevole del fatto che gli errori della squadra ricadranno immediatamente su di lui, mentre i suoi errori saranno irreparabili.
Qualità tecniche, doti mentali e caratteriali, personalità autorevole e vocazione da leader, nervi saldi, concentrazione, massima reattività; sono queste le caratteristiche che distinguono un qualsiasi giocatore di calcio ed un portiere.

Addetto Stampa: Lei lavora con i ragazzi di Under 19 e Promozione per cui la domanda sorge spontanea: di cosa ha bisogno un portiere in queste categorie?

Roberto Pieraccini: A mio parere i portieri di questa categoria, avendo una muscolatura già sviluppata, possono dedicare più tempo all’allenamento specifico per la forza e la velocità. L’obbiettivo da tenere sempre presente nelle esercitazioni è la cura della qualità dell’intervento. Inoltre, spesso si vedono portieri molto ben impostati dal lato tecnico, ma poco “svegli” in gara che faticano a leggere e riconoscere le situazioni con il risultato di avere poca capacità di anticipare e di conseguenza programmano il gesto motorio con qualche attimo di ritardo che talvolta puo essere fatale. Il motivo di questo errore è da addebitare ad una scarsa abitudine all’allenamento in situazione. Quindi credo che una buona percentuale delle esercitazioni debbano avere delle varianti situazionali per creare un repertorio di esperienze più vasto possibile.

Addetto Stampa: Spesso ci sono portieri che hanno grandi doti, ma poi non reggono psicologicamente. Lei crede che si possa allenare psicologicamente un portiere e nel caso come lavora lei in quest’ottica con i suoi ragazzi.

Roberto Pieraccini: Nella prestazione del portiere la componente psicologica è estremamente importante. Sentire la fiducia dei compagni, dell’allenatore e dell’ambiente esterno, permette al N.1 di essere sempre concentrato sia in allenamento che in partita. Ritengo che questa qualità sia “allenabile” richiedendo al portiere, durante la seduta di allenamento la massima attenzione e concentrazione ed esigendo sempre l’esecuzione delle esercitazioni, sia tecniche che situazionali specifiche o con la squadra, al massimo delle proprie possibilità, così come se fossero attimi di gara. Io cerco comunque di entrare in estrema sintonia con miei portieri, cercando di ascoltarli per comprendere quelle che sono le loro esigenze, evitando cali di attenzione e trovare un giusto equilibrio psicologico che gli permette di fornire, durante la stagione, un rendimento continuo riducendo al minimo gli errori.

Addetto Stampa: Se dovesse spiegare in breve i punti cardine di una settimana tipo di allenamento con i ragazzi del Settebagni, cosa ci racconterebbe?

Roberto Pieraccini: A questa domanda devo fare una premessa: il portiere dilettante vede l’allenamento serale talvolta come un peso, talvolta come uno sfogo dopo la giornata di studio o di lavoro. Io nella mia programmazione e quindi nelle esercitazioni che propongo devo tenere conto di questi fattori psicologici, motivazionali e soggettivi. Per quanto riguarda il lavoro settimanale io cerco di seguire il più possibile le partite dei miei portieri allo scopo di monitorare le capacità tecnico-tattiche, traendone spunti per studiare esercitazioni e proporre allenamenti sempre diversi e mirati che permettono di raggiungere buoni risultati e facendo divertire anche loro .

Addetto Stampa:Dopo le feste solitamente si iniziano a vedere i primi progressi del lavoro svolto nei primi 3 mesi. Come si stanno comportando i portieri biancorossi?

Roberto Pieraccini: A questo punto della stagione devo dire di essere soddisfatto del lavoro svolto dai ragazzi, dopo un inizio difficile (sopratutto quelli della prima squadra) dove la preparazione fisica non era ancora ultimata, hanno recuperato il gap iniziale, e sia Mercurio che Paganucci sono, a mio parere, due portieri che danno solide garanzie al reparto e che possono ben figurare in questa categoria, togliendosi anche qualche soddisfazione. Invece per quanto riguarda la Juniores, Nicolò e Mattia sono due ottimi portieri, dove purtroppo in quel ruolo può giocare solo uno e Nicolò, che conosco da diversi anni, quest’anno ha fatto veramente un salto di qualità sopratutto mentale, perchè tecnicamente era già pronto ma non riusciva ad esprimersi al meglio. Mattia invece anche partendo dalla panchina non deve mollare perchè ha qualità importanti e il suo contributo può fare la differenza in un campionato lungo e difficile come questo. 

Addetto Stampa: É ormai al secondo anno nella grande famiglia del Settebagni, cosa l’ha portata ad accettare nuovamente l’incarico e cosa le piace della società di via Salaria?

Roberto Pieraccini: Diciamo che appena il Direttore Sportivo mi ha chiesto la disponibilità non ho esitato ad accettare, e i motivi sono semplici, l’ottimo rapporto che si è instaurato con i ragazzi, e con la dirigenza che mi permette di lavorare liberamente senza alcun tipo di pressione e con la massima autonomia e questo non succede in tutte le società…..quindi un ringraziamento va al Presidente e al Direttore Sportivo per il lavoro che stanno svolgendo !!!

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