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Settebagni per la storia, Tramati: “Il sogno continua”

Sono bellissime le parole del tecnico del Settebagni all’indirizzo del suo gruppo, che, ad una giornata dalla fine, crede al primo posto



Lo staff tecnico del Settabagni
Lo staff tecnico del Settabagni

In casa Settebagni c’è un sogno da avverare. Questo si chiama Promozione. Qualche mese fa, forse nessuno, vedendo i risultati altalenanti dei colchoneros, ci avrebbe creduto. I ragazzi di Tramati e lo stesso tecnico invece sì. Ad una giornata dalla fine, la distanza con il Passo Corese è di 2 punti e quindi perché non sperare: “Arrivati a questo punto è ovvio che puntiamo alla prima posizione. Raggiungerla sarebbe il miglior premio per questa cavalcata. Per molti dei ragazzi è stato il primo anno in questo campionato e quindi meritano grandi complimenti, perché non era facile”, ha detto l’allenatore Giacomo Tramati, che ha proseguito chiarendo che il gruppo ha sempre creduto in questa rimonta: “I ragazzi a dicembre mi hanno scritto una lettera, facendomi capire quanto fossero attaccati a questa maglia e quale fosse il loro obiettivo.

Da quando sono rientrati giocatori importanti, siamo tornati ad avere una delle migliore difese, prendendo continuità e quindi mettendo in pratica il desiderio di finire in alta classifica. Ora, la rosa è molto motivata, non credo sia io a dovergli spiegare l’importanza della prossima gara. Gli dirò solamente che quello che hanno fatto è già straordinario e che domenica dovranno solamente divertirsi”.

In ultima battuta, Tramati lascia spazio alle emozioni: “Mi porterò sempre nel cuore questo gruppo. Abbiamo fatto delle cose straordinarie in questi due anni. Come detto, la rimonta ha dell’incredibile e tutto ciò rimarrà nella storia del Settebagni”.

Ecco un passaggio fondamentale estratto dalla lettera dei giocatori del Settebagni al proprio allenatore:

Ci hai difesi, ci hai insegnato a difenderci, ci hai fatto vedere le cose in modo diverso ma non ponendoti come un messia ma semplicemente venendo dalla nostra parte e facendoci capire perché si fa una cosa piuttosto che un’altra. Allora al diavolo l’allenamento perfetto, al diavolo il catenaccio, al diavolo tutto quanto noi ci teniamo stretti  la pizza del venerdì, la difesa della squadra quando le cose vanno male, le scommesse con Lollo, le scommesse per la colazione, i calci d’angolo, le lotte sotto la grandine, le paste infrasettimanali…eravamo abituati a pensare che il più forte dovesse giocare sempre, che il più tecnico dovesse giocare sempre e che il “non giocare” fosse una bocciatura. Con il tempo invece sei stato capace di entrare nelle nostre teste e spiegarci come il talento debba essere messo a disposizione della squadra, del gruppo; sei stato capace di farci capire che ognuno di noi ha delle caratteristiche che lo differenziano dall’altro e in base a quelle si viene schierati e scelti in alcuni match piuttosto che altri“.

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