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Settebagni, parla capitan Dominici: “Qui sono a casa”

Intervista rilasciata dal capitano Luca Dominici alla Gazzetta Regionale

Un’intervista esclusiva al capitano dei biancorossi, Luca Dominici, giocatore classe ’95, che ormai veste la maglia del Settebagni da ben 14 anni, ed è divenuto un punto fondamentale per la società capitolina.

Luca Dominici
Luca Dominici

Dopo l’improvvisa discesa di qualche anno fa si può dire che il Settebagni sia ripartito alla grande. Dalla vittoria della Juniores lo scorso anno, all’ottimo avvio in questa stagione. Possiamo identificare Carlo Massimi e Giovanni Flore i punti di forza del settore giovanile?

“Credo fortemente che la società nella scorsa stagione e in quella in corso abbia cercato di fare un passo in avanti nonostante le difficoltà economiche che bisogna affrontare ogni giorno in queste realtà. Il ritorno di Flore al Settebagni ha sicuramente aiutato poiché è una persona disponibile e fondamentale a livello organizzativo e gestionale. Per quanto riguarda Carlo Massimi, sono felice del suo approdo in biancorosso; con lui la società è come se avesse preso un top player. È infatti in grado di cambiare il volto di una squadra, di forgiare caratteri e uomini, a prescindere dai risultati sportivi, palesi a tutta la regione. Ciò che accomuna entrambi e che ha permesso che il matrimonio con il Settebagni funzionasse è l’aver sposato e condiviso a pieno un progetto unico, con l’obiettivo di portarlo avanti giorno dopo giorno”.

Veniamo a noi. Tu sei in biancorosso dalla scuola calcio, cosa ti ha spinto a restare così a lungo in questo club?

“Ti ringrazio per la domanda, ed è forse la più facile a cui rispondere. Non c’è mia stato alcun motivo per allontanarsi da qui, mai un litigio, mai un trattamento sbagliato. Se nasci a casa tua e sei con la tua famiglia, perché dovresti abbandonare casa? Non avrebbe senso. Ecco per me è uguale, questa è una famiglia da cui è impossibile allontanarsi. Inoltre, non perché ormai la vivo da 14 anni, posso affermare che a Settebagni vengono portati avanti valori diversi da qualsiasi altra società. Si combinano molto bene l’ambizione per il risultato e la crescita tecnica all’educazione dei ragazzi fin dai primi calci.  Ti racconto un aneddoto: mia madre odia il calcio e ha sempre avuto paura di questo ambiente sai “teppisti, bulli, parolacce ecc…”? Ecco, credo che ora lei si senta tranquilla solamente quando sono dentro a quella società di calcio. Questo per far capire che è una realtà che non esiste da nessuna altra parte”.

Lo scorso anno un buon campionato di Seconda Categoria, ma in questa stagione state facendo ancora meglio, quali sono gli obbiettivi finali?

“La Seconda Categoria è un campionato ostico dove le doti tecniche contano per potersela giocare con tutte le squadre, ma non sono sufficienti per fare un campionato di vertice. Lo scorso anno peccavamo di esperienza, e si era creata una rosa non completa in ogni reparto. Quest’anno la squadra è ancor più giovane probabilmente, ma è stata allestita molto bene dal Direttore Sportivo e dall’allenatore Tramati, cercando di avere più scelta per ogni reparto. Noi giochiamo ogni partita con l’obiettivo di vincerla e di fare il meglio possibile, ma sicuramente ci mancano doti come fisicità, cattiveria agonistica, esperienza e malizia che rappresentano quel qualcosa in più che una compagine di seconda categoria dovrebbe avere. Questo campionato, dico sempre, è molto più difficile di una prima categoria o una promozione, poiché ogni partita può preservare un’insidia e non sempre i valori in campo escono fuori. Obiettivo stagionale? Divertirci e far tornare la gente a vedere la prima squadra del Settebagni, per sognare insieme”.

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Secondo te, chi può essere la diretta avversaria che lotterà fino alla fine per il titolo insieme a voi?

“Credo che la favorita per la vittoria sia il Nomentum, che ha allestito una rosa con questo unico obiettivo anche pagando i giocatori, a mio avviso è una scelta anomala per queste categorie. Dietro ci sono molte squadre che potrebbero essere pronte a sfruttare eventuali passi falsi come il Football Jus, Pro Marcellina e III Municipio. Non resta che aspettare la fine del girone di andata, a quel punto le idee saranno molto più chiare per quanto riguarda le prime posizioni”.

Dove pensi che possa arrivare questo gruppo, al di là della stagione in corso?

“Il nostro gruppo meriterebbe un libro per essere raccontato e spiegato, ma purtroppo ho poco spazio per far comprendere quanto potenziale tecnico e umano abbiamo al Settebagni. Io credo che se si riuscisse a mantenere l’ossatura di questa squadra per i prossimi anni, con l’inserimento di qualche giocatore di esperienza e con i ragazzi della Juniores Elite, si potrebbe fare bene. Non parlo di prima categoria, promozione o altro, ma parlo della possibilità di creare un gruppo unito, solido e che abbia un’arma in più rispetto agli altri: la fede biancorossa. Poi i risultati vengono in secondo piano. Sicuramente il sogno è quello di riportare il Settebagni dove merita e dove lo abbiamo lasciato prima di ripartire da zero, vale a dire la Promozione, però i sogni rimangono nel cassetto, noi pensiamo alla Seconda Categoria e a fare il meglio in questa stagione”.

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